La Franciacorta

Franciacorta e Prosecco: due modi diversi di intendere le bollicine

Franciacorta e Prosecco: due modi diversi di intendere le bollicine

Quando si parla di bollicine italiane, Franciacorta e Prosecco vengono spesso nominati insieme. Succede al ristorante, nelle enoteche, tra amici che stanno scegliendo cosa bere. Due nomi familiari, due vini molto presenti sulle nostre tavole, ma anche due realtà che, dietro l’apparenza, raccontano storie profondamente diverse.

Capire queste differenze non significa stabilire quale sia “migliore”. Significa piuttosto sapere cosa c’è dentro al calice, da dove arriva e perché si comporta in un certo modo. Perché le bollicine non sono tutte uguali, e non nascono tutte allo stesso ritmo.

Non tutte le bollicine nascono allo stesso modo

Perché Franciacorta e Prosecco vengono spesso messi a confronto

Franciacorta e Prosecco appartengono entrambi al mondo degli spumanti, ma fermarsi a questa definizione rischia di appiattire tutto. È un po’ come dire che due piatti sono entrambi “pasta”, senza chiedersi quali ingredienti vengono usati, come vengono cucinati e quanto tempo richiede la preparazione. Il confronto nasce spesso dalla confusione: entrambi italiani, entrambi spumanti, entrambi molto diffusi. Ma già dalle prime scelte produttive iniziano a prendere strade diverse, che si riflettono poi nel calice.

Il territorio: da dove nasce ogni vino

La zona del Franciacorta

Il Franciacorta prende vita in Lombardia, in una zona collinare affacciata sul Lago d’Iseo. Qui la viticoltura si sviluppa su terreni morenici, modellati nel tempo, e il lavoro in vigna segue un equilibrio preciso tra natura e intervento umano. È un territorio che invita alla pazienza e all’osservazione, dove il tempo ha un ruolo centrale.

Le colline del Prosecco

Il Prosecco nasce invece nel Nord-Est d’Italia, tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Le colline disegnano un paesaggio diverso, così come il clima e le condizioni di crescita della vite. Questo si riflette in vini che puntano su freschezza, fragranza e immediatezza.

Il metodo di produzione: quando il tempo diventa parte del vino

Il Metodo Classico del Franciacorta

Una delle differenze più importanti tra Franciacorta e Prosecco riguarda il modo in cui nascono le bollicine, e soprattutto il tempo che ogni vino sceglie di dedicare a sé stesso.

Il Franciacorta viene prodotto con il Metodo Classico: la seconda fermentazione avviene direttamente in bottiglia, e da quel momento il vino resta a lungo a contatto con i lieviti prima di essere commercializzato.

È una disciplina rigida, stabilita dal disciplinare di produzione, e ha tempi molto chiari:

  • per il Franciacorta base, almeno 18 mesi di affinamento sui lieviti in bottiglia prima di poter essere sboccato
  • per il Franciacorta Satèn e Rosé, il periodo minimo di contatto con i lieviti si estende fino a 24 mesi
  • per i Millesimati, ossia vini ottenuti in prevalenza da un’unica annata, sono richiesti almeno 30 mesi
  • per le Riserva, il periodo in bottiglia supera addirittura i 60 mesi prima della sboccatura e della commercializzazione

Questi tempi non sono un vezzo produttivo: sono parte essenziale del profilo organolettico del Franciacorta. Il vino evolve lentamente sui lieviti, sviluppando aromi più complessi, struttura e profondità, mentre il perlage si affina con la pazienza e il tempo.

Il Metodo Charmat-Martinotti del Prosecco

Il Prosecco segue invece il Metodo Charmat-Martinotti, in cui la seconda fermentazione avviene in grandi recipienti di acciaio chiamati autoclavi.

In questi ambienti controllati, lieviti e zuccheri generano anidride carbonica che dà origine alle bollicine, ma il processo richiede tempi molto più brevi rispetto al Metodo Classico.

Questo approccio permette di preservare freschezza e aromi primari, risultando in vini più immediati, fragranti e pronti alla beva.

Non è una differenza di valore, bensì di filosofia.

Nel Franciacorta il tempo accompagna il vino nella sua evoluzione, costruendo struttura e profondità. Nel Prosecco il tempo viene utilizzato in modo funzionale, per preservare fragranza e immediatezza.

Due scelte diverse, che raccontano modi diversi di intendere le bollicine e l’esperienza nel calice.

Le uve: una questione di identità

Le varietà utilizzate nel Franciacorta

Il Franciacorta nasce da un insieme di vitigni ben definiti dal disciplinare di produzione. Le uve ammesse sono Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, con la possibilità, introdotta negli ultimi anni, di utilizzare anche Erbamat in percentuali contenute.

L’insieme di queste uve permette al Franciacorta di svilupparsi lentamente, accompagnando il lungo affinamento previsto dal Metodo Classico e dando vita a vini capaci di cambiare e crescere con il passare dei mesi sui lieviti.

L’uva Glera nel Prosecco

Il Prosecco ruota invece attorno a un vitigno preciso: la Glera, che secondo il disciplinare deve rappresentare almeno l’85% dell’uvaggio.

Ed è proprio quest’uva a definire l’identità del Prosecco, con i suoi profumi immediati e il suo carattere fresco e fragrante.

Nel calice: bollicine, profilo e sensazioni

Il perlage e la struttura del Franciacorta

Il Franciacorta si presenta con un perlage fine e persistente. Le bollicine accompagnano il sorso senza sovrastarlo, lasciando spazio a una struttura più ampia e a una sensazione di equilibrio che si sviluppa lentamente.

La freschezza e l’immediatezza del Prosecco

Il Prosecco mostra bollicine più vivaci e una beva scorrevole. È un vino che punta sulla freschezza, sulla fragranza e su una sensazione immediata, senza richiedere troppa attesa.

Occasioni diverse, non scelte giuste o sbagliate

Mettere Franciacorta e Prosecco in competizione non ha molto senso. Nascono per accompagnare situazioni diverse, abitudini diverse, tempi diversi.

C’è chi cerca un vino da condividere durante un pasto, da assaporare con calma, lasciando che racconti qualcosa di sé sorso dopo sorso.
C’è chi invece preferisce una bollicina più immediata, fresca, capace di adattarsi a momenti leggeri e spontanei.
Conoscere le differenze aiuta proprio in questo: scegliere con più consapevolezza, senza aspettative sbagliate e senza confronti forzati.

Capire le differenze per bere con più attenzione

Avvicinarsi al mondo del vino significa anche imparare a farsi le domande giuste. Da dove viene? Come è stato prodotto? Che tipo di esperienza può offrire? Il Franciacorta invita a rallentare. A osservare, a capire, a lasciarsi guidare dal ritmo naturale delle cose. È un vino che non chiede di essere bevuto in fretta, ma vissuto. Se vuoi conoscere meglio il mondo del Franciacorta, trovi un approfondimento dedicato nel nostro articolo Cos’è il Franciacorta, dove ripercorriamo origini, territorio e scelte produttive.

Il vino non è solo qualcosa da leggere o da spiegare. È fatto di luoghi, di gesti quotidiani e di tempo condiviso.

Ci sono sfumature che si colgono davvero solo camminando tra i filari, entrando in cantina, ascoltando come nasce una bottiglia e assaggiandola nel contesto in cui prende forma.

Se hai voglia di scoprire il Franciacorta partendo dal suo territorio e dal ritmo che lo accompagna, la nostra cantina è sempre pronta ad accoglierti per vivere questa esperienza con calma, nel tempo giusto per comprenderla davvero.

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